La critica

Il matrimonio tra i coniugi Merkel e Potere compie dieci anni: il 22 novembre 2005 la leader della CDU diventa la prima cancelliera donna in Germania, subentrando a Gerhard Schroeder (SPD). Quello alla sua sinistra nella foto qui sotto, dove sono raccolti tutti i predecessori.merkel10

La foto è stata riproposta da Der Standard, quotidiano austriaco, nell’articolo dedicato all’anniversario. E sembra quasi un quadro, la foto, per qualità e suggestione dell’immagine. Verrebbe quasi voglia di fingersi critici d’arte, assumerne la classica posa (stile Kohl, il personaggio accanto a Schroeder) e formulare un’interpretazione della scena, scimmiottando quelle serie dei libri.

Suonerebbe più o meno così.

Soffermiamoci sul particolare in fondo a destra, che forse potrebbe sfuggire. La signora col compito di sistemare i primi piani non ha ancora appeso quello di Frau Merkel. Perché? Che cosa significa secondo l’autore (immaginario) della nostra (immaginaria) opera? Due le scuole di pensiero: da una parte si tratterebbe di un’allusione al mandato ancora in corso della Kanzlerin, la quale potrebbe ricandidarsi alle elezioni del 2017. Dall’altra, il gesto incompleto nasconderebbe un simbolo (c’è sempre la teoria simbolica): Merkel, malgrado un’autorevolezza riconosciuta e ingombrante, malgrado la Grexit sventata dopo estenuanti trattative (e lunghi anni di rigore) e malgrado l’autoelezione a paladina dell’accoglienza dei profughi – per citare gli episodi più recenti – non ha lasciato un’impronta personale nel suo Decennio. Una riforma, un’impresa, una data segnata in rosso.

In sintesi, mancherebbe una portata storica nei suoi governi – come sintetizza uno dei paragrafi dell’articolo – a differenza di chi ha governato prima di lei. Schroeder è il padre dell’Agenda 2020, Kohl l’uomo della Riunificazione, Schmidt sconfisse la Rote Armee Fraktion, Brandt fu Nobel per la Pace in virtù della sua Ostpolitik e potremmo continuare..Il quadretto quindi è sospeso, in attesa di qualche decisione con la d maiuscola con cui possa meritarsi la parete.

La critica, al momento, dice questo. Der Standard non è l’unico a pensarla così, forse la stessa Merkel è d’accordo. «Heute wird gefeiert, ab morgen wieder gearbeitet». «Oggi si festeggia, da domani di nuovo al lavoro», il commento dopo la sua terza rielezione, nel 2013. E chissà che non l’abbia ripetuto anche in occasione del suo decimo anno da cancelliera.

 

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