La collaborazione privilegiata

Gerhard Schröder, cancelliere in Germania dal 1998 al 2005, padre dell’ambizioso programma di riforme sociali sotto il nome di Agenda 2010, quattro matrimoni. E nessun funerale, se si esclude quello del suo partito, la Spd, che è sì nella coalizione di governo ma ha senza dubbio vissuto tempi migliori.

Nell’intervista sull’ultimo numero del settimanale Die Zeit, Schröder parla non solo dei socialdemocratici ma anche delle scelte di Angela Merkel, dei risultati delle recenti elezioni nei tre Länder, del discreto successo dell’Alternative für Deutschland. E della Turchia: un bel fascicolo corposo piantato sui tavoli del Consiglio europeo di giovedì 17 e venerdì 18 a Bruxelles. Era stato lui, l’ex cancelliere, insieme all’allora premier inglese Tony Blair, ad avviare le trattative per l’entrata nell’Unione europea. Correva l’anno 2004.

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L’intervista all’ex capo del governo

«Cdu e Csu invece hanno optato per l’ambigua proposta di offrire alla Turchia una “collaborazione privilegiata”. Con la conseguenza che parti importanti della società turca hanno detto: gli Europei allora non ci vogliono proprio. Il fine ha portato al fatto che ora dobbiamo comprarci la cooperazione con la Turchia a caro prezzo- ci costa del denaro profumato»

Dunque siamo diventati ricattabili? Domandano Marc Brost e Peter Dausend.

«L’Europa ha soprattutto la motivazione di essere grata. La Turchia, è lampante, ha accolto più rifugiati di tutta quanta l’Ue. E l’accoglienza- in confronto alle situazioni in Giordania o in Libano- è stata anche ben gestita. Per questo il denaro che vuole dall’Ue per i rifugiati è stato elargito con razionalità. Certo che siamo in parte dipendenti dalla Turchia e questa situazione porterà con sé delle pretese. Per questo il progetto della “collaborazione privilegiata” ha fallito fragorosamente. Non si può neppure dire ai Turchi, come fa ora la Csu: noi abbiamo bisogno di voi ma il visto ve lo scordate. Questa non è una politica assennata»

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Sigmar Gabriel (sulla sinistra), attuale presidente della Spd e vicecancelliere, festeggia il 70esimo compleanno di Schroeder

E allora se l’Europa avesse avvicinato la Turchia, a quest’ora il regime non perseguiterebbe i curdi oppure non si accanirebbe sulla stampa, chiedono rilanciando i giornalisti.

«Questo non lo so. Mettiamo che le trattative per l’adesione fossero andate avanti: che una linea del genere avrebbe portato a degli effetti positivi in termini di apertura e democrazia in Turchia, questo nessuno può contestarlo in alcun modo. Lo sviluppo politico in Turchia ha anche a che fare con il fatto che l’Ue negli anni passati si è mostrata fredda»

È il pensiero dell’ex leader Spd sulla “collaborazione privilegiata”. Una posizione che infila il dito in un tabù nazionale e che non tarderà a smuovere le repliche politiche.

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Un pensiero su “La collaborazione privilegiata

  1. Non sono molto favorevole all’ingresso della Turchia nella UE, e ancor meno dopo la deriva di Erdogan; non nego però che le argomentazioni di Schroder abbiano la loro consistenza. Certo se non avesse contribuito a indebolire il suo stesso partito forse avrebbe avuto più forza per sostenerle…

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